mercoledì 9 luglio 2014

Tutorial repaint di un aereo

Un bel video tutorial per personalizzare i propri aerei.


Aeroporto & Sezioni pista

L' ICAO da una definizione ben precisa su cosa si intende quando si parla di Aerodromo:
AERODROMO: è una zona delimitata su terra o acqua (compresi eventuali edifici, impianti e attrezzature) destinata ad essere utilizzata, in tutto o in parte, per l'arrivo, la partenza e il movimento degli aeromobili.

Da tale descrizione è facile passare alla definizione di un altro termine, sicuramente molto più usato di Aerodromo, ossia AEROPORTO. Quindi, possiamo dire che un aeroporto è qualsiasi aerodromo per il quale esiste una certificazione valida e in vigore. Tale certificazione attesta che l'aeroporto soddisfa gli standard di sicurezza richiesti dagli annessi ICAO, più precisamente rispetta quanto descritto dall'Annesso 14.

- Classificazione degli Aeroporti
Una possibile classificazione degli Aeroporti si può fare suddividendo gli stessi secondo lo scopo o, meglio, il tipo di aereo che dovrà decollare e atterrare. Quindi, possiamo dire che gli aeroporti si classificano in 5 tipi:
  1. Aeroporti: intendendo tutti quei tipi di aerodromi che permettano il decollo e l'atterraggio di ogni tipo di aereo. Potranno esistere degli aeroporti sviluppati per la gestione di determinati tipi di aerei e di determinate funzioni (vedi gli aeroporti militari).
  2. Idroscali: sono aerodromi sviluppati su specchi d'acqua (mare o lago), dedicati esclusivamente al decollo e all'atterraggio di aerei anfibi.
  3. Eliporti: tali aerodromi sono destinati esclusivamente al volo degli elicotteri e di qualsiasi mezzo che abbia la possibilità di effettuare un volo verticale. Tale aree possono trovarsi in zone al di fuori dei classici aeroporti (vedasi eliporti situati su palazzi o in aree dedicate di un ospedale).
  4. Aeroscali: zone di atterraggio e di decollo dedicate esclusivamente ai dirigibili.
  5. Aviosuperfici: sono tutte quelle aeree che non possono essere classificate come Aeroporti e Idroscali, che permettono il decollo e atterraggio di determinati aeromobili (quasi sempre nati a carattere sportivo o per voli privati/non commerciali) e per il quale il pilota possiede una licenza di volo specifica. Per essere più chiari, le avio superfici sono nate per diffondere il volo senza dover essere soggetti a regolamentazioni molto ferree, a costose strumentazioni e licenze.

- Suddivisione delle aree aeroportuali
A secondo delle attività svolte nelle varie aree presenti, un aeroporto può essere suddiviso in 3 grandi zone:
  1. Zona di Atterraggio
  2. Zona di Movimento
  3. Zona di Manovra

- Le zone di atterraggio
L’ICAO definisce come Zona di Atterraggio (Landing Area) “quella parte dell’Area di Movimento destinata all’atterraggio o al decollo degli aeromobili”.
Molti pensano che la zona di atterraggio sia esclusivamente la classica pista. In realtà, in un aeroporto possono essistere varie aree destinate al decollo e all'atterraggio, per esempio spazi dedicati agli elicotteri o a quei arei a volo verticale. VTOL (Vertical Take-Off and Landing - aeromobili a decollo e atterraggio verticale). Inoltre, in alcune condizioni ed eventi particolari, anche zone di manovra possono diventare doze di atterraggio.
Sicuramente, la pista (Runway) è la zona di atterraggio per eccellenza. L'ICAO la definisce come “un’area rettangolare, su di un aerodromo terrestre, apprestata per l’atterraggio ed il decollo di aeromobili”.
Essa ha delle caratteristiche ben precise  in termini di lunghezza, larghezza, pendenze longitudinali e trasversali con le quali viene classificata da un sistema alfanumerico, attraverso il quale un osservatore può conoscere subito l'aereo che può operare in quell'aeroporto. Infatti il sistema alfanumerico di classificazione segue una suddivisione in funzione della lunghezza di campo caratteristica dell'aereo critico (il primo elemento numerico del codice, da 1 a 4) seguito poi dall'apertura alare e dalla distanza tra i bordi  esterni delle ruote del carrello principale (il secondo elemento alfabetico del codice da A a E).

Più semplicemente, il codice di riferimento è basato sulle dimensioni e sulle esigenze operative del tipo di aeromobile che si prevede utilizzerà maggiormente lo scalo, ossia tra tutti i vari tipi di aeromobili utilizzatori verrà scelto quello con le maggiori esigenze nelle fasi di decollo e atterraggio e in quelle di rullaggio e
parcheggio (aereo critico).
Per la determinazione effettiva del codice di riferimento è sufficiente, una volta determinato l’aereo critico:
a. inserire la lunghezza caratteristica di campo e verificare la cifra corrispondente;
b. inserire l’apertura alare e la distanza tra i bordi esterni delle ruote del carrello principale , verificare
le lettere corrispondenti e adottare quella cui corrispondono le maggiori esigenze.

- Componenti di una pista di atterraggio
Quando si parla di pista di atterraggio, molti di noi,pensano esclusivamente alla zona di atterraggio e decollo degli aerei, la cosiddetta Runway. Invece, la pista di atterraggio è composta da varie aree che hanno precise mansioni.
Tali aeree sono:

  • TODA
  • ASDA
  • TORA
  • LDA
Oltre a queste, in molti aeroporti possiamo trovare altre aree, come la Stopway e la Clearway.
Perché sono importanti questi valori? In quanto, dalla pista, cioè dalla sua lunghezza, dipendono un po' tutte quelle che sono definite le Distanze Dichiarate, ossia quei valori numerici che aiutano il pilota nella valutazione delle caratteristiche operative di quell'aeroporto, nel calcolo dei valori massimi di peso da poter
caricare, nel vedere se il suo aereo, in particolari condizioni meteo, è in grado di poter operare all'interno di valori di sicurezza.

Per quanto riguarda tutte le operazioni di decollo, la distanza basica di riferimento è il binomio TORA (Take Off Run Available) e la TODA (Take Off Distance Available); quindi,
  • TORA: è la lunghezza di pista dichiarata disponibile ed idonea per la corsa a terra di un aeromobile in decollo. Per semplificare, è la striscia di pista nera asfaltata entro la quale, ovviamente, l'aereo deve essere in volo.
  • TODA: è la lunghezza della corsa disponibile per il decollo, aumentata della lunghezza della zona libera da ostacoli (clearway) e della zona di arresto (stopway), se disponibili.
Tenendo presenti questi valori, possiamo dire che la fase del decollo si suddivide in fasi ben distinte:
  1. la prima è la corsa di decollo, quella "rincorsa" che il velivolo compie per raggiungere la velocità idonea al distacco dal suolo (la cosiddetta lift off speed): questa corsa di decollo avviene all'interno della TORA, che generalmente è pari alla lunghezza di pista;
  2. la seconda è rappresentata dal volo vero e proprio, cioè quella traiettoria di volo che termina al raggiungimento dei 35 piedi. Questa seconda fase necessita di una speciale protezione dagli ostacoli, data dalla Clearway (CWY), ossia una area totalmente libera da ostacoli, tale da permettere una estrema sicurezza anche in quei decolli effettuati con potenza ridotta.

Abbiamo parlato di Clearway e Stopway. Per chiarire al meglio cosa esse siano, riportiamo le definizioni riportate dal già nominato Annesso 14 ICAO:
  • Clearway (CWY): “un’area rettangolare definita, sul terreno o sull’acqua, sotto il controllo dell’appropriata autorità, scelta o preparata in modo da costituire un’area al di sopra della quale un aeromobile può effettuare una parte della sua salita iniziale fino ad una specificata altezza”.
  • Stopway: “una superficie rettangolare sul suolo, posta alla fine della pista disponibile per il decollo, preparata per consentire l’arresto di un aeromobile in caso di decollo interrotto”.
Il decollo sicuramente è uno dei momenti più delicati di un volo, la cui preparazione da parte dei piloti è scrupolosa. Soprattutto, i piloti si preparano (attraverso un determinato briefing) ala possibilità di dover abortire un decollo. Tra i vari parametri da dovranno tenere in considerazione, il più importante è sicuramente l'ASDA (Accelerate and Stop Distance Available); ossia, la lunghezza della corsa disponibile per il decollo, aumentata della lunghezza della zona d'arresto (stopway), se esistente.
L'ASDA permetterà ai piloti di calcolare un valore, o meglio, una velocità oltre la quale entra in gioco cioè che viene definito il "punto di non ritorno": Decision Speed.
Della Decision Speed ne parleremo meglio in altri capitoli; qui basta dire che rappresenta quella velocità oltre la quale il pilota deve continuare il decollo, anche in presenza di problemi, apprestandosi successivamente a preparare un atterraggio di emergenza.


Ecco un piccolo esempio di Aborted Take-Off

Per quanto riguarda l'atterraggio, il valore pista che ogni pilota deve tenere ben in mente è la LDALunghezza di pista dichiarata disponibile ed idonea per la corsa a terra di un aeromobile in atterraggio.
Tenendo presente che gli aeromobili toccano terra in una zona della pista chiamata “zona di contatto” (touch-down zone), che si trova normalmente a 150/300 m dopo la soglia pista, l’LDA è normalmente pari alla TORA tranne in presenza di soglia spostata (displaced threshold); in tal caso l’LDA è pari alla differenza tra la TORA e la porzione di pista che precede la soglia spostata (LDA = TORA – Displaced Threshold).
Nel calcolo dell’LDA non deve essere considerata la stopway; questo perché è bene che l’atterraggio venga programmato solo su aeroporti dove si è in grado di completare la corsa al suolo entro la pista disponibile.

Quindi, LDA è un valore estremamente importante: il pilota, al momento della pianificazione del suo atterraggio, deve valutare se la LDA rientri nel range delle caratteristiche del suo aeromobile e valutare quindi la lunghezza di pista disponibile per l'atterraggio. Questo valore non è identificabile con la lunghezza della pista perché può essere soggetto a cambiamenti (temporanee o permanenti) che ne variano l'entità: si va dalla soglia pista spostata per lavori in testata, fino ad esigenze di soglia spostata a causa di ostacoli fisici in prossimità del finale che "bucano" la superficie di avvicinamento e richiedono dei profili di
atterraggio diversi, che conducano, cioè, a posizioni diverse (più avanzate) del normale touch down.

Infine, sempre nel discorso dell'atterraggio, esiste un'altra area denominata RESA (Runway End Safety Area): "Area più o meno simmetrica al prolungamento dell'asse pista ed adiacente all'estremità della striscia, principalmente intesa a ridurre il rischio di danni ad un aereo che effettua un atterraggio troppo corto o troppo lungo."

ALABEO: il nuovo DA40



L'ALABEO pubblica sul proprio sito il rilascio del suo ultimo nuovo progetto: Diamond DA 40.

Le caratteristiche di questo prodotto sono veramente di alto livello:
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Tour del Mediterraneo - 7^ tappa (LELC - LXGB)

Panoramica di Malaga

Un'altra lunga tappa per la 7^ del Tour del Mediterraneo. Ben 470 km percorsi in 2 ore e 45 minuti. Una tratta, per molti punti, difficile sia per le condizioni meteo, con vento forte e nuvole basse, sia per dover superare rilievi montuosi di una certa importanza. Si riparte dall'aeroporto di Murcia - San Javier (LELC) per giungere al bellissimo aeroporto di Gibilterra (LXGB).




Checklist ok. Siamo pronti per il taxi.

Non avendo bisogno di tutta la pista per decollare, entriamo a metà pista 23.

Decollo.

La prima città che incontriamo è Cartagena, della provincia di Murcia.

Ecco il primo promontorio da superare: la Sierra de la Muela

Puerto de Mazarrón

Per questo primo tratto del volo, le città presenti vicino alla costa sono veramente poche. La zona è soprattutto montuosa.

Garrucha, della provincia di Almeria.


Dopo aver "scalato" un po' di montagne...

... si giunge sulla pista del Centro sperimentale Michelin di Almeria.

Incontriamo prima l'aeroporto di Almeria (LEAM)...

... e poi la città di Almeria.

Siamo a metà del nostro percorso e una distesa di serre sono sotto di noi.

Salobreña, provincia di Granada.

Monti e cielo sereno.


Seguiamo l'autostrada che ci porta...

... a Malaga.

Un A320 in atterraggio...

... all'aeroporto di Malaga (LEMG)


Intorno ai 11 miglia dall'aeroporto di Gibilterra, chiediamo l'autorizzazione all'atterraggio.

Vediamo la pista. 

Allineati

In finale.

Atterrati.

Alla prossima tappa!!!

martedì 8 luglio 2014

Scenario Islanda


Per chi ama le fredde terre del nord, non potrà farsi scappare l'occasione di scaricare e provare questo scenario gratuito che riproduce, con dettagliate coste, strade, landclass, la regione islandese intorno all'aeroporto di Vestmannaeyjar (BIVM).

Per maggiori info, visitate la pagina dedicata nel forum FSDeveloper.com o potete scaricare lo scenario cliccando qui.


Working Cub (Video Real)

Il Piper Super Cub è sicuramente l'aereo che più amo per il volo VFR.
In questo video, tratto dall'aviazione reale, si possono apprezzare tutte le qualità tecniche di questo aereo.


Enti italiani per il volo

Gli enti italiani dedicati alla disciplina del volo sono: ENAC, ENAV e AeCI, anche se quest'ultima è più una associazione nata con il fine di propagandare l'interesse nazionale verso il volo che una vera e propria agenzia di regolamentazione.

- ENAC

Nello svolgimento della propria attività istituzionale di regolazione e controllo del settore aereo l'Ente promuove lo sviluppo dell'Aviazione Civile, garantendo al Paese, in particolare agli utenti ed alle imprese, la sicurezza dei voli, la tutela dei diritti, la qualità dei servizi e l'equa competitività nel rispetto dell'ambiente.



La missione dell'Enac rivolge l'attenzione al passeggero ed alla società, i cui bisogni diventano il vero motore dell'azione dell'Ente.
Il termine promuovere sottolinea che l'Enac è uno dei principali attori dell'azione proattiva mirata a favorire lo sviluppo dell'Aviazione Civile. Occorre pertanto che tale azione sia perseguita attraverso un continuo sforzo di cooperazione e confronto con i soggetti coinvolti.
La missione pone in evidenza gli obiettivi primari del mandato istituzionale: la sicurezza, la qualità dei servizi, la tutela dei diritti, l'equa competitività, per concorrere in tal modo allo sviluppo del settore aereo ed allo sviluppo economico dell'intero Paese.
La sicurezza dei voli, che mantiene un ruolo prevalente, viene perseguita sia sul fronte della safety, mediante la definizione di standard e requisiti di sistema finalizzati alla prevenzione, sia su quello della security, contribuendo alla salvaguardia dagli atti illeciti.
La tutela dei diritti e la qualità dei servizi si riferiscono all'azione regolatrice, propulsiva e sanzionatoria, ed all'azione di garanzia nei confronti dei diritti del passeggero e degli standard di qualità, che devono essere rispettati da tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel settore.
Con equa competitività si intende riferirsi alle modalità dell'azione regolatrice degli operatori aeronautici affidata all'Ente, indirizzata alla realizzazione di condizioni per una maggiore competitività che consentano di migliorare l'efficienza economica dell'aviazione civile nazionale.


- ENAV
ENAV è la Società a cui lo Stato italiano demanda la gestione e il controllo del traffico aereo civile in Italia.



Interamente controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e vigilata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ENAV S.p.A. deriva dalla trasformazione avvenuta nel 2000 dell'Ente Nazionale Assistenza al Volo in Società per Azioni, dopo la precedente trasformazione del 1996 in Ente Pubblico Economico. La configurazione organizzativa vede la sede legale a Roma e presidi operativi su tutto il territorio nazionale. Inoltre, ENAV è presente a Forlì con una sede della propria Academy. ENAV è una componente del sistema ATM (Air Traffic Management) internazionale, pertanto partecipa alle attività di ricerca e sviluppo in coordinamento con gli organismi di controllo internazionali del settore quali ICAO, EUROCONTROL e di categoria (CANSO). Nel 2006, ENAV ha acquisito il 100% di Vitrociset Sistemi S.r.l., oggi Techno Sky S.r.l., internalizzando così la conduzione e la manutenzione dei sistemi di assistenza al volo e dei relativi software.


- AeCI
La data ufficiale della nascita dell’AeCI, è da traslare al 1911 (22 novembre), momento in cui esso fu ufficialmente fondato e quello di Da Zara divenne, com’era logico, l’Aero Club di Padova. 



La presidenza fu assunta dal principe Ludovico Potenziani, affiancato da un Consiglio costitutivo da delegati dei Ministeri della Guerra e della Marina e da rappresentanti delle varie associazioni preesistenti alla costituzione del nuovo ente.
L’Aero Club d’Italia unificò così l’esercizio del potere sportivo aeronautico nazionale (rilascio dei brevetti di pilotaggio, omologazione di gare e di record, emanazione di regolamenti sportivi, ecc.), divendendo conseguentemente il rappresentante ufficiale dell’Italia in ambito F.A.I.; si fece inoltre immediatamente promotore di diverse iniziative per la propaganda del volo e contribuì alla costituzione del Corpo di Volontari Aerostieri ed Aviatori di supporto alla difesa del paese.


(Tutte le notizie sono state prelevate dai rispettivi siti degli enti)




domenica 6 luglio 2014

Tour del Mediterraneo - 6^ tappa (LEVC - LELC)

Alicante dall'alto

Con la sesta tappa del Tour del Mediterraneo faremo tappa all'aeroporto di Murcia-San Javier (LELC), situato a circa 48 km dalla omonima città. Si tratta di un volo abbastanza corto. Ripartendo da Valencia (LELC), giungeremo a Murcia dopo circa 1 ora e 20 minuti, percorrendo 250 km. Ma sarà un volo molto interessante, anche a causa delle condizioni meteo che incontreremo.




Valencia è sempre un aeroporto molto trafficato.

Taxi verso la pista 30.

Al decollo notiamo che c'era anche un Beluga parcheggiato.

Subito dopo il decollo, si vira a sinistra per prua 120, sorvolando sopra Valencia

Prima di giungere sulla costa, viriamo a destra...

... proseguendo per prua 155, passando sulla laguna Albufera

Conoscete il nome di questa città? :-)  E' Cullera.

E subito dopo... Tavernes de la Valldigna

Sorvoliamo Gandia.

Sullo sfondo si staglia il massiccio "Barranca de l'emboixar"...

... a cui piedi c'è Dénia.

Si vira a destra..

... e per prua 215...

... raggiungiamo Colari.

Il volo continua sorvolando L'Alfàs del Pi, nella provincia di Alicante, ...


Dopo un bel tratto con forti venti, sorvoliamo Alicante.


Torrevieja è il nostro ultimo punto di riporto del piano di volo.

Contattiamo la torre di San Javier che ci autorizza ad atterrare sulla 23.

Dopo una piccola virata a destra, ci allineiamo.

In finale.

Alla prossima tappa!